DOMICILIO DIGITALE

Domande frequenti

Se non trovi la risposta, scrivi all'Ufficio usando i recapiti in fondo alla pagina. Non chiediamo mai la password ne' i codici di verifica per telefono o per email.

Informazioni generali

Che cos'è il domicilio digitale speciale?

È l'indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC) che scegli come recapito ufficiale per ricevere dal Comune di Realmonte atti, avvisi e provvedimenti, sia quelli che per legge devono esserti notificati sia le comunicazioni ordinarie.

Ha lo stesso valore legale della raccomandata con ricevuta di ritorno, ma arriva in tempo reale e senza costi postali.

Art. 1.2 del Regolamento

Che differenza c'è con il domicilio digitale su INAD?

Sono due cose distinte e possono coesistere.

INAD (Indice Nazionale dei Domicili Digitali, gestito da AgID) è l'elenco nazionale: l'indirizzo che registri lì vale per tutta la Pubblica Amministrazione. Ci si accede da domiciliodigitale.gov.it con SPID, CIE o CNS.

Il domicilio digitale speciale che eleggi su questo portale vale invece per le sole comunicazioni del Comune di Realmonte. Serve, per esempio, se preferisci ricevere gli atti comunali su una PEC diversa da quella che hai indicato a livello nazionale.

Art. 1.1 e 1.2 del Regolamento

Chi può eleggere il domicilio digitale?

Su questo portale possono eleggere il domicilio digitale speciale esclusivamente i contribuenti persone fisiche che non esercitano attività d’impresa o di lavoro autonomo (art. 2.1 del Regolamento).

Chi esercita un’impresa o un lavoro autonomo non può usare questo servizio: per le comunicazioni con valore legale valgono le regole generali (il domicilio digitale registrato su INI-PEC o su INAD).

Ciascuno può eleggere un solo domicilio digitale, valido anche per gli atti ricevuti come erede o come rappresentante legale di un’altra persona (art. 2.2). Occorre essere titolari della PEC indicata: non si può eleggere la casella di un’altra persona.

Art. 2.1 e 2.2 del Regolamento

Il codice sulla PEC

Perché il codice sulla PEC non arriva subito?

Perché non lo manda un automatismo: lo invia un operatore comunale, dopo aver controllato il documento d'identità e i dati anagrafici che hai inserito.

È una conseguenza di come funziona la posta certificata: il nostro fornitore di hosting non consente al portale di spedire direttamente verso una PEC, quindi il messaggio parte dalla casella del Comune, a mano.

Il controllo dei documenti, però, è già stato fatto in quel momento: quando inserisci il codice, la pratica si conclude subito, senza altre attese.

Non trovo il messaggio nella PEC: dove devo guardare?

Guarda nella cartella dei messaggi non certificati (in alcune caselle si chiama «posta ordinaria»).

I gestori PEC separano i messaggi che arrivano da un'altra PEC da quelli che arrivano da una casella di posta normale, e li mettono in cartelle diverse. Il messaggio del Comune può finire lì: non è un errore, ed è il motivo per cui molti pensano che non sia mai arrivato.

Se dopo qualche giorno non c'è né nell'una né nell'altra, dalla pagina della pratica puoi chiedere un codice nuovo.

Il codice è scaduto: devo rifare tutto?

No. La richiesta resta valida e i documenti che hai caricato restano al loro posto.

Dalla pagina della pratica premi «Chiedi un nuovo codice»: la pratica torna in lavorazione all'Ufficio, che te ne invierà un altro sulla stessa PEC. Il codice precedente smette di valere subito.

Hai 48 ore da quando il codice viene inviato. Prima che scada ti mandiamo dei promemoria per email.

Perché il messaggio sulla PEC non contiene nessun collegamento?

È una scelta di sicurezza, e vale la pena conoscerla.

Un messaggio con un link dentro abitua a fidarsi dei link ricevuti via PEC, ed è esattamente su questa abitudine che campano i tentativi di truffa. Il Comune non ti chiederà mai di aprire un collegamento arrivato sulla posta certificata.

In più, il codice che ridigiti sul portale conferma che sei tu, nella sessione che hai aperto tu: un link lo può aprire chiunque legga quella casella, e resta scritto nella cronologia e nell'archivio della PEC, che per legge viene conservato.

Come fare la richiesta

Che cosa serve per presentare la richiesta?

Ti servono:

  • i tuoi dati anagrafici e il codice fiscale;
  • un indirizzo email ordinario, per l'accesso all'area riservata;
  • un indirizzo PEC intestato a te;
  • la scansione o la foto di un documento di riconoscimento in corso di validità (PDF, JPG o PNG, fino a 5 MB).

Art. 1.2 del Regolamento

Perché ricevo due codici di verifica diversi?

I due codici verificano due cose diverse e servono entrambi.

Il primo arriva alla tua email ordinaria e conferma che l'account con cui accedi al portale è tuo. Vale pochi minuti.

Il secondo arriva alla PEC che stai eleggendo e serve a dimostrare che quella casella esiste e che ne hai davvero la disponibilità. Questo vale 48 ore, perché lo invia a mano un operatore e devi avere il tempo di aprire la PEC.

Se non li ricevi, controlla la posta indesiderata dell'email e la cartella dei messaggi non certificati della PEC.

Art. 1.3 del Regolamento

Quanto tempo occorre per l'attivazione?

La compilazione richiede pochi minuti. Poi bisogna aspettare il codice di validazione sulla PEC: lo prepara e lo invia un operatore comunale dopo aver controllato il documento e i dati, quindi possono passare alcuni giorni.

Ti avvisiamo per email non appena il codice è partito, e ti ricordiamo la scadenza prima che scada.

Dal momento in cui inserisci il codice nel portale, invece, l'attivazione è immediata: il domicilio digitale risulta attivo e la ricevuta protocollata è subito scaricabile dalla tua area riservata.

Regole e limiti

Posso indicare una PEC già usata da un'altra persona?

No. Il Regolamento vieta la registrazione, come domicilio digitale speciale, di un indirizzo PEC già registrato e associato a un altro utente.

Il portale verifica l'unicità sia al momento dell'invio della richiesta sia al momento dell'approvazione da parte dell'Ufficio. Se la PEC risulta già associata, la richiesta viene respinta.

Art. 1.6 del Regolamento

Posso cambiare o revocare la PEC in seguito?

Sì, in qualunque momento e gratuitamente, dall'area riservata.

La variazione segue le stesse modalità della prima elezione: viene inviato un nuovo codice di verifica alla nuova PEC. La revoca si presenta invece con l'apposita funzione e non richiede codice.

Art. 1.4 del Regolamento

Il servizio è gratuito?

Sì. L'elezione, la conferma, la variazione e la revoca del domicilio digitale presso il Comune di Realmonte sono gratuite.

Resta a tuo carico il costo della casella PEC, che si attiva presso un gestore accreditato AgID di tua scelta.

Di che cosa devo tenere conto una volta attivato?

Il domicilio digitale è il canale ufficiale: le comunicazioni inviate a quell'indirizzo si considerano legalmente consegnate.

Sei quindi tenuto a mantenere la casella attiva e con spazio disponibile, a consultarla con regolarità e a comunicare tempestivamente ogni variazione. Una PEC scaduta o piena non sospende gli effetti delle notifiche.

Art. 6 del Regolamento

Vantaggi

Quali sono i vantaggi rispetto alla posta cartacea?

Ricevi gli atti in tempo reale su computer o telefono, senza attese di consegna, senza avvisi di giacenza e senza doverti recare all'ufficio postale. La documentazione resta archiviata nella tua casella.

Per il Comune significa comunicazioni più rapide e l'azzeramento dei costi di spedizione.

Sono previste agevolazioni per chi elegge il domicilio digitale?

Sì. Il Regolamento prevede misure premiali di rateizzazione dei tributi comunali per i contribuenti persone fisiche, non esercenti attività d’impresa o di lavoro autonomo, che eleggono il domicilio digitale (art. 4.1).

Il beneficio si applica solo se sei in regola con la PEC e non hai contenziosi aperti (art. 4.3).

Per le condizioni aggiornate e le modalità di richiesta rivolgiti all’Ufficio Tributi.

Art. 4 del Regolamento

Privacy e sicurezza

Come vengono trattati i miei dati personali?

I dati sono trattati dal Comune di Realmonte per la sola gestione del domicilio digitale, nel rispetto del Regolamento UE 2016/679.

I dati anagrafici e il codice fiscale sono conservati in forma cifrata. Il documento di identità caricato è custodito in un'area non accessibile dal web ed è consultabile solo dal personale dell'Ufficio incaricato.

Il dettaglio completo è nell'informativa privacy pubblicata sul portale.

Art. 5 del Regolamento

Il Comune mi chiederà mai la password o i codici via telefono?

No, mai. Il personale del Comune non chiede la password né i codici di verifica, né per telefono né per email.

Per entrare nella tua area riservata servono la password e un codice che arriva sulla tua email: è una protezione in più, perché con la sola password chiunque la scoprisse potrebbe leggere i tuoi dati.

I codici arrivano esclusivamente agli indirizzi che hai indicato e vanno inseriti solo nelle pagine di questo portale. Il messaggio che ricevi sulla PEC non contiene collegamenti: se ti arriva una PEC che dice di venire dal Comune e ti chiede di aprire un link, non è nostra.

Non hai trovato quello che cercavi? Scrivi all'Ufficio alla PEC indicata in fondo alla pagina, oppure telefona negli orari di apertura al pubblico.